martedì 11 gennaio 2011

hereafter

E così sono andato a vedermi l'ultimo film di Clint Eastwood. Al secondo tentativo, peraltro, che al primo, pur arrivando con mezzora di anticipo, i posti erano tutti esauriti.
Anche al secondo tentativo le poltrone migliori erano già andate e siamo capitati in seconda fila e in posizione molto laterale. Così la prospettiva deformava l'immagine e sembrava che come direttore della fotografia avessero evocato lo spirito di Modigliani.



comunque, il film non era male. Avevo letto pareri negativi ma sono uscito soddisfatto. Lo metterei alla pari con Invictus: piacevole ma niente di speciale. Resto dell'idea che l'ottimismo non sia nelle corde di Eastwood: il film è eccellente quando le cose vanno male, ma diventa più scialbo ogni volta che migliorano.

La trama è nota: tre storie parallele accomunate dal desiderio di scoprire cosa ci sia oltre la morte. Argomento che un regista oramai anzianotto come il nostro probabilmente considera con un certo interesse. La prima storia è quella di una giornalista francese, la seconda quella di un sensitivo e la terza riguarda un ragazzino londinese.

Riguardo al cast, geniale l'idea di assegnare il ruolo della giornalista francese a un'attrice chiamata Cécile De France. Indipendentemente da ogni altra considerazione penso che con un nome così abbia ottenuto la parte senza nemmeno bisogno di un provino.

eastwood: Ok. Rimane solo il ruolo della giornalista francese.
direttore del casting : le candidate sono Cécile de France, Mary Australian e Kristin Kraut
eastwood: Uhmm decisione difficile

Ma soprattutto, questo film mi ha colpito per una scena.

Piccolo spoiler. non è niente di fondamentale, ma se ci tenete a non conoscere nessuna scena in anticipo non proseguite.




ci siete ancora?




Ok.




Allora, immaginate di essere una donna. Avete conosciuto un uomo. Uno niente male, diciamolo, che Matt Damon non sarà figo come me ma non è nemmeno Marty Feldman. L'avete visto un paio di volte, non di più. Non si può ancora dire che lo conosciate bene.

Andate a casa sua.

Ora siete soli in casa. Lui inizia a cucinare. Ha un coltello in mano. Lungo. Lucido. Affilato. Tagliente. Mentre spezzetta le verdure vi racconta di come fin da piccolo abbia iniziato a sentire le voci. I medici gli hanno diagnosticato una malattia mentale e raccomandato dei farmaci, ma lui ha smesso di prenderli.

Voi quanto ci mettereste a uscire di corsa dall'appartamento?

O davvero sono io che non capisco niente di psicologia femminile?

6 commenti:

Fed Zeppelin ha detto...

conoscendomi più che raggiungere la porta mi cercherei un angolino dove avere le spalle protette e impugnerei il promo oggetto contundente a portata di mano, ma comunque direi un nanosecondo :)

Valberici ha detto...

Io sarei già sul pianerottolo mentre Fed si sta appena muovendo. :D

sauron era un bravo artigiano ha detto...

@fed: non ti sentiresti interessata e desiderosa di saperene di più? Immagino che tu non sia adatta a fare da personaggio da film, allora.

@valberici: gli squilibrati armati come motivazione. Non ci avevo pensato in effetti. Si potrebbe usarli nelle competizioni di velocità: altro che doping

Fed Zeppelin ha detto...

temo di no, eppure una certa tendenza a farmi piacere gli squlibrati l'ho già dimostrata in passato... -_-

CMT ha detto...

Magari è un test: se dopo aver sentito una cosa del genere la tizia è ancora lì, è sicuro che ci sta (o è una vampira che mangia serial killer per cena, ma questo è meno probabile)

sauron era un bravo artigiano ha detto...

@fed: questo spiega tutto. Infatti il personaggio in questione non è squilibrato ma un sensitivo genuino Ciò non toglie che dalla tizia mi sarei atteso una reazione molto più preoccupata.

@cmt: in effetti è una buona idea. Mi trovo sovente a esitare incerto se posso o meno farmi avanti con una ragazza. La prossima volta la sottopongo a questo test.