lunedì 18 febbraio 2008

una buona domenica

Per qualche tempo il clima mi aveva illuso con un'apparenza di primavera. Questo fine settimana, evidentemente lieto di avermi adescato fuori città, ha deciso di tornare invernale. La cosa mi ha un pochino indispettito.

Ieri è stata una buona giornata, clima a parte. Innanzitutto sono andato alla mostra della collezione guggenheim. Mi stupisce sempre quanto ammirare i quadri originali in una galleria sia diverso dal vedere le stesse immagini in un libro, in un catalogo o sul monitor di un pc. Non dovrebbe esserlo. Le immagini sono quelle. Se qualcuno andasse a misurare la frequenza e il numero dei fotoni che arrivano sulla mia pupilla nell'uno o nell'altro caso gli strumenti dovrebbero misurare valori del tutto analoghi. Ma c'è qualcosa nella reale presenza fisica di un Picasso o di un Mirò che ne fa un'esperienza differente. Ho deciso che quando sarò famoso e ricchissimo, un picasso e un paio di Mirò me li prendo di sicuro.

In serata, su indicazioni di amici che erano coinvolti nell'organizzazione dello spettacolo, siamo andati a una rappresentazione teatrale de "la visita della vecchia signora" di Durenmatt.
Ammetto che, anche se wikipedia definisce quest'opera come la più famosa dello scrittore svizzero, io non ne sapevo niente."La visita della vecchia signora" descrive, con toni a metà tra il farsesco e il tragico, la visita di una donna incredibilmente ricca nel suo paese d'origine.
Mentre all'inizio tutti sembrano convinti che al sua venuta rappresenti una grande opportunità, presto si chiarisce che costei è, sì, disposta a distribuire una enorme ricchezza, ma solo in cambio dell'uccisione di un uomo che in gioventù l'ha abbandonata dopo averla messa in cinta.
Il dramma è proprio incentrato su questa situazione e sul fatto che nel paese non ci sono individui veramente malvagi.Piuttosto, man mano, senza quasi accorgersene, ognuno fa afidamento sugli altri e comincia a spendere oltre le proprie possibilità immaginando che prima o poi qualcun altro finirà per compiere quel gesto che, a prezzo della vita di uno, arricchirà tutti. E crescendo i debiti, cresce la necessità di denaro. Così, quell'uomo che all'inizio tutti sembravano rispettare diventa sempre più disprezzato man mano che diventa sempre più necessario che qualcuno lo uccida .
Bello spettacolo e tutt'altro che banale, che mi ha fatto rimpiangere ancora una volta il fatto di non essere più competente in fatto di opere teatrali. Quante ottime cose ci sono al mondo che mi piacerebbero se solo le conoscessi.

Insomma, una domenica bella piena come non me ne capitavano da un po'.

3 commenti:

Fed ha detto...

Pensa che a me il famosissimo "Guernica" non piaceva! Finché non l'ho visto dal vivo a Madrid e ho quasi avuto un attacco di pianto ^__^
Vedere i quadri dal vero è tutta un'altra cosa, ma ti prego, Mirò no! (quello non c'è verso di farmelo apprezzare dal vero, in foto, sul computer... niente da fare)

Mirtillangela ha detto...

@Fede: Guernica dal vivo ha fatto il medesimo effetto anche a me!

@Sauron: ci penso spesso anche io a quante cose ci sarebbero da sapere e vedere a questo mondo se solo si avesse il tempo, ma soprattutto la volontà, di impararle. Io sono una perfetta ignorante di arte e di musica classica e no sai quanto a volte queste lacune mi pesino.

sauron era un bravo artigiano ha detto...

Mi unisco a entrambe nel commentare l'effetto del Guernica dal vivo.

@fed :Mirò è un sintomo dei miei gusti che stanno cambiando, dato che una volta non mi piaceva. invece, Dalì, che una volta ammiravo moltissimo mi sembra sempre meno entusasiasmante.

C'è da dire che non sono un grande esperto in fatto di pittura. Sono una di quelle persone che ai musei si collocano nelle vicinanze di qualche visita guidata e tendono l'orecchio fingendo indifferenza (e non riuscendoci, questo è chiaro)

@mirtillangela infatti! Io con la musica classica un po' ci ho avuto a che fare(non moltissimo, intendiamoci, e non nel senso di un'educazione formale al riguardo), anche grazie a una zia che mi ha portato per anni alla stagione operistica da quando avevo otto anni in poi. Ma per esempio di teatro ne so assolutamente niente e fino a pochi anni fa lo evitavo considerandolo una sorta di cinema senza la possibilità di cambiare inquaratura.

L'aspetto positivo di quest'ignoranza sono tutte le soperte meravigliose che saltano fuori quando uno meno se lo aspetta!