venerdì 1 agosto 2008

la vita dalle gradinate

Sabato sono andato al concerto dei REM a Milano. All'arena civica, non lontano dalla sede della mia ditta quando lavoravo in quella città.
Per varie ragioni abbiamo preso i biglietti per il concerto sulle gradinate. Non avevo mai assistito a un concerto da quella posizione.

Si sta più comodi.
Si sta seduti.
Ci si può alzare per andare in bagno e tornare senza problemi al proprio posto.
ci si diverte di meno.

Nel prato, schiacciati dalla calca, magari aggrappati a una cancellata per non farsi spintonare via da chi preme per arrivare a una posizione migliore, è più faticoso ma anche più coinvolgente. E' dove si percepisce di più l'entusiasmo.
Credo sia la cosa più caratteristica ai concerti, confondersi nell'entusiasmo della folla. Difficile farlo stando seduti in disparte con un panino e una bottiglietta d'acqua.

La metafora è così scoperta che non mi viene quasi voglia di commentarla : a volte mi sembra di avere passato troppa parte della mia vita sulle gradinate. E' una delle cose su cui sto lavorando.

Volevo aggiungere qualche considerazione che legasse questo post al fantasy ma mi rimane poco tempo prima di andare via per il fine settimana (di nuovo al mare, oramai ci ho preso gusto).
Magari avrei potuto riferirmi alla classica raccomandazione "mostrare, non dire" o menzionare alcuni scrittori che malgrado uno stile non particolarmente elegante riescono a catturarmi per l'energia e la passione che traspare dalle loro pagine. E magari confrontarli con certi testi amatoriali molto meno convincenti. E' il talento la differenza? Quegli autori che mi piacciono hanno una tecnica più elaborata di cui non mi accorgo?

Provano emozioni più intense?

Forse sì. Perchè un autore sceglie di *dire* qualcosa invece di tuffarsi nelle tempeste che squassano l'animo di un personaggio? Ho il sospetto che, spesso almeno, ci sia un timore di essere fin troppo intensi, di scoprirsi troppo. Magari un senso di pudore, perchè si descrive ciò che si conosce e per descrivere le emozioni di un personaggio si deve, bene o male, partire dalla proprie. E allora si accontenta di qualcosa di meno intenso.

Si rimane sulle gradinate, ma allora deve esserci un gruppo straordinario come i REM perchè meriti.


(nota finale : se andate a un concerto a milano, non lasciate la macchina in un'autorimessa a ore : quei ladri si sono fatti pagare 40 euro !)

9 commenti:

Mat ha detto...

Beh, credo che per ciò che concerne la vita sulle gradinate, tu stia proprio "rimediando": non a caso hai ripreso ad andare al mare, il che mi pare proprio un segno della volontà di cambiare.

Per quanto riguarda i libri, credo che anche in questo caso tu abbia ragione: le sensazioni che si trasmettono scrivendo sono quasi sempre originate dalle proprie; per questo risulta assai difficile condividerle, infondendole nei propri personaggi.
Si può scegliere di rimanere seduti e sentire il concerto, tenendo per sè le proprie emozioni, oppure si può scendere in mezzo alla folla, lasciando che le sensazioni scorrano libere e fuoriescano come un fiume, contagiando chi ci sta accanto in un movimento di braccia al cielo.

Non credo che ciò dipenda da un senso di pudore, quasi piuttosto come un disagio, il timore di apparire come una mosca bianca. Quando scrivo qualche mio pensiero sul mio blog ho sempre qualche remora, perchè temo di risultare sciocco e frivolo, ma dura un attimo. Alla fine penso al nome che ho dato al blog e al suo sottotitolo, per cui scrivo tutto ciò che mi passa per la testa, alzando le braccia al cielo nel cuore della folla urlante.

Mat ha detto...

p.s. Buon weekend al mare e occhio al sole!!! :-)

Fed ha detto...

Eh, anche io ho passato un sacco di tempo sulle gradinate e adesso che sono passata al prato va molto meglio, anche se ammetto che devo ancora lottare contro me stessa certe volte. Il finesettimana al mare mi sa che ormai è passato, spero che tu ti sia fatto il bagno però ^__-

sauron era un bravo artigiano ha detto...

@mat : eh, sì : alla lunga mi sono stufato di perdere un gran numero di opportunità interessanti solo per restare sempre abbracciato alle mie abitudini. E' molto più divertente e si ottiene di più a lasciarsi andare.

Non capisco bene la distinzione che fai tra pudore e disagio. La tua descrizione del timore di lasciarsi andare mi sembra per lomeno molto simile a ciò che indendo come pudore : il timore di esporsi o di sembrare ridicolo

Comunque, l'importante è superarlo, e leggendo il tuo blog devo dire che i tuoi risultati mi piacciono molto!


@fed : beh, direi che tu ci sei scesa eccome. E il tuo prato è proverbialmente verde (smeraldino, direi) :)

Fed ha detto...

@Sauron: a maggior ragione, se ci sono scesa io ce la farai anche tu :)

a proposito di ladronerie musicali, io sto aspettando di potermi gustare il tour del led zeppelin... sempre che me lo possa permettere perché mi sa che saranno ben più di 40 euri.

sauron era un bravo artigiano ha detto...

@fed : sei una grande (e dalle allusioni che ho letto circa la tua statura mi sembra di capire che il termine si applichi in più di un senso).

Riguardo ai 40 euro, però, probabilmente mi sono espresso male. Non mi riferivo al biglietto ma al prezzo del parcheggio. Un'autorimessa dalle 17 circa alle 22 circa = 40 euro. A me sembra una ladrata.

Mat ha detto...

@Sauron: bè, considero il pudore come qualcosa che delimiti alcuni principi, mentre il fatto di frenarsi per il timore di apparire diverso è dato da una paura di non essere accettato.

Quando ci si lascia andare si fa qualcosa che comunque non può superare limiti che principi e convinzioni personali pongono.
Esempio: posso divertirmi e fare anche un po' di casino con gli amici, ma non arriverò al punto, che so, di spaccare i finestrini di una macchina parcheggiata solo per "fare un po' di casino".

L'esempio è molto esagerato, ma forse riesce a rendere l'idea.

Grazie per l'apprezzamento del mio blog: spero di riuscire a trasmettere le mie sensazioni.

Per quanto concerne i prezzi del parcheggio, le ladrate sono all'ordine del giorno, soprattutto in occasione di manifestazioni collettive: l'ultima volta che sono andato a vedere la Juve in Champion's League (ormai anni or sono!) ho dovuto pagare per parcheggiare in un posto in cui normalmente non si avrebbe dovuto sborsare un soldo! 10 euro per un'ora e mezzo ad anni luci dal Delle Alpi!

Fed ha detto...

@Saruon: ok facciamo outing 180 cm, sono abbatsanza grande dai :)
comunque lo sai che a Dublino gli informatici sono sempre molto richiesti... (io la butto là, anche perché mi pare di ricordare che lavori nel campo, ma magari sono solo incoglionita). Io vado in avanscoperta e vediamo che succede.

Per quanto riguarda i 40 euri sono io che ho letto male -__- ma almeno di questo per i miei LD non mi dovrò preoccupare dato che non ho la macchina. Più probabilmente potrò permettermi il parcheggio e non il concerto.

sauron era un bravo artigiano ha detto...

@mat interessante. Ho sempre inteso il pudore solo come più o meno sinonimo di vergogna (http://www.demauroparavia.it/88730 "sentimento di ritrosia, vergogna e riserbo"), ma in effetti a quanto pare c'è un aspetto morale cui non avevo mai pensato (http://www.dizionario-italiano.it/definizione-lemma.php?definizione=pudore&lemma=P0F73400 mi da "
sentimento di avversione verso cose che appaiono oscene e disoneste" che corrisponde alla tua descrizione).

Ho imparato a usare un vocabolo più correttamente di quanto facessi. Grazie.


Ho deciso che se mai decidessi di andare a vedere una partita (improbabile, visto che il calcio mi interessa straordinariamente poco) lascerò la macchina a casa e andrò con i mezzi.

@fed 180 cm? Beh parecchio ma rientri ancora nell'umano. Chissà perchè ti immaginavo come una specie di titanessa, con il capo che sfiora la volta celeste e di tanto in tanto un bernoccolo quando dimentichi di abbassarti per lasciar passare la luna.
Ricordi bene, comunque : sono proprio informatico e di tanto in tanto getto anche io lo sguardo sulle offerte di lavoro in irlanda. Tu sonda bene il terreno, che se dovessi stufarmi della mia ditta non è escluso che mi veda arrivare!