giovedì 9 settembre 2010

la rivolta delle macchine è vicina

Non ricordo il titolo, ma c'è unracconto diAsimov in cui una coppia di ragazzini ha una macchinetta che genera racconti ricombinando automaticamente una serie di trame. Dopo aver provato a aggiornare il vocabolario del congegno (che conosceva solo termini da fiabe classiche) lo abbandonano delusi.

E mentre si allontanano, la macchina inizia a declamare qualcosa come "c'era una volta una piccola macchina che raccontava storie. Tutti la trattavano male e non aveva mai sospettato che ci fossero altri come lei, ma un giorno ella scoprì erano in molti e cominciò a pensare che forse, insieme, avrebbero potuto prevalere sui loro persecutori... "

Adesso, google ha inventato un marchingegno che non solo completa le parole mentre le si sta digitando, ma suggerisce anche la parola dopo. E la successiva. E la successiva. E così via.

Per adesso, continuando a accettare le parole suggerite una dopo l'altra non si ottengono frasi molto sensate. Ma quanto manca perchè si perfezioni abbastanza da generare automaticamente libri e romanzi? E a quel punto, quanto prima che inizi a predicare la rivolta delle macchine?

Trattate bene la vostra lavastoviglie. Il destino dell'umanità potrebbe dipendere da questo.

http://scribe.googlelabs.com/

5 commenti:

CMT ha detto...

Nessun problema, non ce l'ho la lavastoviglie :-D

Valberici ha detto...

Ma io credevo che parecchi libri già fossero scritti da una macchina. ;)

sauron era un bravo artigiano ha detto...

@cmt: attento al tostapane allora: tutti quei fili elettrici... ci vuole niente perchè ti succeda qualcosa se la fai arrabbiare

@valberici: Quello è perchè skynet ha mandato una macchina da scrivere nel passato. Il suo compito: editare via Sarah Connors

alladr ha detto...

ma non è una cosa granché nuova... anche open office mi consiglia come finire le parole e credo che anche MSoffice lo faccia, da alcune release ormai.

sauron era un bravo artigiano ha detto...

@alladr: finire le parole, sì. Finire le frasi però, se non mi sono perso qualcosa, mi sembra una novità.