lunedì 1 febbraio 2010

L'osservatore pagano

Qualche tempo fa, l'osservatore romano ha pubblicato una recensione del film "avatar" in cui criticava la divinizzazione della natura.

Niente da ridire: un periodico di natura religiosa ha tutte le ragioni per criticare chi promuove la concorrenza. Aspettarsi altrimenti sarebbe come aspettarsi che la microsoft parli con entusiasmo di Linux.

Ma al tempo stesso, leggere la notizia mi ha fatto pensare a come la religione sia trascurata nel fantasy e nella fantascienza. Relegata sovente a poche esclamazioni (per Crom!), a semplicistico avversario o a una blanda spiritualità new age.

Voglio dire, sì, c'è Lewis e c'è Pullman che gli è più o meno simmetrico. Sicuramente ci sono altri nomi che adesso mi sfuggono. Ma il gran parte del fantasy crea un medioevo in cui manca uno degli elementi più importanti di quell'epoca. O quantomeno lo trasforma in uno scialbo elemento di contorno, come nel caso di D&D in cui il chierico di turno è solo un tipo specializzato di mago.

Cos'è che frena così tanto gli scrittori? Oltretutto la religione è un eccellente fonte di simboli potenti per i lettori. Una cosa che l'horror ha capito da un pezzo.

E' forse il timore che una rappresentazione più intensa della religiosità possa offendere il pubblico? Sospetto che sia così. Il fantasy, o almeno un certo fantasy, con i suoi mondi alternativi e i suoi personaggi epici aspira a suscitare emozioni intense nel lettore. Secondo me questo timore è una delle ragioni per cui fallisce così sovente nel tentativo.

12 commenti:

Fed Zeppelin ha detto...

Mi permetto di dissentire in parte sulla fantascienza, almeno su una corrente, ti parlo quella prodotta negli anni 60-70; mi viene in mente in particolare Philip Dick, o anche il 'nostro' Zelazny (prendi Signore della Luce) e che dire della religione in Dune? Vero che si tratta spesso di religioni più 'pratiche' che mistiche e che tendono molto alla filosofia, ma secondo me si rientra pienamente nell'ambito religoso. Passando a tempi più recenti anche Simmons, soprattutto in Endymion (il seguito di Hyperion) dà una certa importanza all'elemento religioso.
D'altra parte pure in Galactica la questione religiosa è presente anche se non è strutturatissima.
Per quanto riguarda in fantasy, invece, condivido quello che hai detto, ma penso che dipenda molto dal tipo di fantasy cui si fa riferimento.
E scusa se mi sono stradilungata, stamattina il dono della sintesi è evaso dal mio cervello :)

alladr ha detto...

nella fantasy è molto diffusa la tendenza al politeismo (dieddì docet, ma pure tolkien) e in alcuni casi ad un non meglio definito panteismo che non amo molto (ma che non si discosta granché da quello della pellicola da te menzionata). certa fantasy "celtista" riprende i druidi e il conflitto pagani-fedeli, inoltre c'è la fantasy storicamente collocata (quella del re pescatore di powers, per intenderci, o del damiano della macavoy) e certa urban fantasy che rivisita (american gods?).
in generale, non so se essere d'accordo e, in più, vale sempre ild iscorso per cui, alla fine, un autore, valorizza gli elementi narrativi più potenti: uno dei libri della delos di autrice italiana della quale non ricordo nome e titolo gioca praticamente tutto sul discorso religione-magia.
e quando dico tutto, non faccio necessariamente un complimento.

Valberici ha detto...

La religione esiste in tutte le storie fantasy, cambia solo nome, si chiama magia. ;)

sauron era un bravo artigiano ha detto...

Interessanti considerazioni. Non mi ero accorto che ci fossero tante eccezioni a quella che mi sembrava una regola piuttosto generale. MI sa che stavolta ho postato senza riflettere a sufficienza.

@fed Ottima considerazione. Alla fantascienza non avevo pensato. In effetti forse l'esempio più notevole di religione nel fantastico recente è proprio bsg e relativo spinoff di caprica. E la fantascienza anni 60/70 tendeva a un certo misticismo. Sarebbe interessante scoprire che la sf da più importanza alla religione di quanto avvenga nel fantasy (al contrario di quel che avviene storicamente in cui le società più tecnologiche tendono a essere più secolarizzate).

@alladr: Il politeismo mi sta bene, ma bisogna vedere come è gestito. Nell'esempio di bsg è interessante perchè è importante per la storia e fa sentire la sua influenza sulla società.Altrove ho avuto sovente l'impressione che l'autore crei un pantheon per onore di firma ma poi lo accantoni a parte senza dargli importanza, anche se mi verrebbe da pensare che in un mondo medioevaleggiante la religione dovrebbe permeare un po' tutto.

Peraltro, ottimi esempi anche i tuoi. Soprattutto a Gaiman e simili non avevo pensato. Un modo così intaressante di affrontare l'argomento che non mi eranemmeno venuto di pensare che in effetti proprio di quello stava parlando.

(del libro della delos non so niente, e mi pare di capire che vada bene così)

@valberici: Sei sicuro? Sovente è così regolare e affidabile che si potrebbe benissimo sottoporre a verifica sperimentale. D'altra parte, si sa che qualsiasi magia sufficientemente avanzata...

Lisse ha detto...

Se parliamo di fantascienza, allora potrebbe essere interessante notare il punto di vista della saga di Stargate, in cui tutte le divinità (egiziane, celtiche, romane, orientali) che hanno attraversato i secoli sono falsi dei; mentre delle attuali religioni non si fa cenno mai, nemmeno per sbaglio!
Probabilmente è paura di andarsi a impelagare in questioni troppo delicate, che potrebbero urtare la suscettibilità di molti.

Un'altra cosa: io non condivido la critica dell'Osservatore Romano. Non sono d'accordo sull'assunto che è normale che si critiche chi promuova la "concorrenza".
Quella non è concorrenza, è un film, un'opera di fantasia. A me non verrebbe mai in mente di prenderla come una lezione di vita che mi indica la natura quale divinità da adorare (sto semplificando al massimo).
Non capisco perchè certi ambienti ecclesiastici debbano considerare certe opere pericolose. Perchè si sentono offesi o minacciati.
Mi viene in mente la ciritca a Harry Potter che promuoverebbe l'uso della magia nera...
Mi vien da dire, prendendo a prestito un'espressione abusata, ehi, sveglia, è un fantasy! :)

alladr ha detto...

sulla magia sottoposta a verifica sperimentale, mi permetto di suggerire i racconti di randall garrett su lord darcy

sauron era un bravo artigiano ha detto...

@Lisse: Stargate lo conosco poco, ma la considerazione sull'enfasi sulle divinità fasulle senza menzionare le religioni vere è interessante. Potrebbe essere semplice cautela come suggerisci o anche una posizione ideologica vera e propria. In star trek tos, per esempio, il fatto che non si nomini la religione tranne per alcune divinità fasulle è dovuto all'approccio di Roddemberry, convinto che per il 23^ secolo la razza umana si sarebbe sbarazzata di quelle superstizioni (addirittura, qualcuno aveva ipotizzato l'idea di un cappellano di bordo sull'enterprise, ma ROddemberry si era opposto assolutamente). Sarebbe interessante vedere se c'è qualche intervista agli autori da qualche parte in cui commentano al riguardo.

Sul fatto che sia un'opera di fantasia e che spesso queste polemiche siano eccessive sono d'accordo (il commento sulla concorrenza era per lo più scherzoso). Ma a dire il vero almeno un po' mi sembra ragionevole, se uno accetta i postulati della religione. Con le code che ci sono nei cinema non sono ancora riuscito a vedere Avatar, ma prendiamo pure qualcosa che conosco meglio come Harry potter o i gdr. Se supponiamo che dedicarsi alla magia - di qualsiasi genere - sia intrinsecamente immorale mi sembra ragionevole disapprovare qualsiasi spettacolo mostri la magia come desiderabile. Anche se chiaramente irrealistico potrebbe spingere lo spettatore a incuriosirsi e provare, anche solo per gioco.

Di per sè la logica non è errata, *se accetti i postulati*.

Peraltro, anche nella chiesa per quel che ne so la disapprovazione non è poi così diffua. Ogni tanto salta fuori qualcuno che commenta al riguardo e la cosa viene gonfiata per qualche tempo dai giornali. Per dire, tra i vari podcast che ascolto ce n'è persino uno di un prete che è entusiasta di harry potter e che almeno fino a qualche tempo fa curava un podcast di approfondimento al riguardo (ho smesso di ascoltarlo tempo fa, non so se prosegua tuttora).



@alladr: Le storie di Lord Darcy sono splendide. Rilancio la tua citazione con "Anonima stregoni" (heinlein), "operazione caos" ( Anderson ) e "le ombre del male" (Leiber). Sono indeciso se considerare nella categoria anche "il castello d'acciaio" (sprague/de camp).

Naeel ha detto...

il problema è che la gente indossa sempre le pattine prima di parlare di religione (in qualsiasi termini). ti faccio un esempio, qualche giorno fa ho scritto su facebook un messaggio che parlava di politica e tutti giù a commentare, a segnare "mi piace" ecc. dopo due giorni scrivo una cosa sul prete che spacciava permessi di soggiorno e NESSUNO ha osato commentare!
personalmente mi son fatta l'idea che la religione è tabù perchè o non si conosce o si preferisce non infastidire chi ne è seguace anche a costo di reprimere le proprie idee.

la religione nel fantasy? Marion Zimmer Bradley l'ha trattata più volte sia quella pagana, che quella cristiana, che quella politeista dell'antica grecia.
concordo sul medioevo!

Il Coniglio Mannaro ha detto...

Credo che l'inserimento di aspetti religiosi più marcati dipendano prevalentemente da una paura di suscitare lo scontento da parte delle alte sfere religiose. Esempio: Harry Potter è stato tacciato di dottrina satanista e occultista (!).
Sicuramente la mia opinione è viziata da un pregiudizio nei confronti della Chiesa: molto probabilmente sono ancora indispettito per il tentativo di oscurare la teoria evoluzionistica di Darwin...

Piccola nota: nel libro (e nel videogioco) Dragon age, spicca la religione basata sulla credenza di un "Creatore", affiancato dalla figura di "Andraste", una mortale ascesa a divinità. Ricorda un po' qualcosa...

sauron era un bravo artigiano ha detto...

@naeel: confesso che dopo aver frequentato il fandom italiano per qualche anno trattare la religione con le pinze, almeno in ambiti come facebook, mi pare una misura precauzionale comprensibile. Mi sono disiscritto dalla ml di fantascienza anni fa dopo che la lista si era riempita di flames perchè qualcuno aveva osato augurare "buon natale laico" (risposta: "zitto, comunista, che voi mandavate la gente nei gulag". COntrorisposta: "zitto tu, che voi bruciavate la gente e avete costretto galileo a abiurare" e così via, confdito di fantasiosi improperi).
Insomma, secondo me è una cosa che può arricchire un romanzo fantasy ma per quanto riguarda internet capita che scateni discussioni fin troppo accese.

Ottima citazione anche la zimmer bradley. In effetti i suoi fantasy trattano l'aspetto religioso in modo particolarmente convincente.

@cappellaio

Può anche darsi, ma personalmente non lo credo. Non mi pare che le autorità religiose siano così influenti che valga davvero la pena temerle. Tutt'al più la storia recente insegna il contrario: stuzzicarle per invocare lo scandalo può servire per farsi pubblicità (vedi p.es. il codice da vinci). MI sembra più il sintomo di una visione molto superficiale del worldbuilding. Ma potrei sbagliare. Di certo le risposte a questo post mi hanno fatto ricordare che ci sono molti più esempi validi di quanto avrei detto.

Bruno ha detto...

Lo hanno già osservato altri prima di me, ma non è che la religione non sia trattata nel fantasy. Spesso il sacerdote appare come un furbacchione avido (e direi che non è mica irrealistico in certi casi) oppure come un fanatico (idem). Parecchie opere (la trilogia della Perla Verde di Vance ad esempio) esprimono una spiccata antipatia per il cristianesimo che avanza schiacciando o marginalizzando i pagani. Nel caso di Vance non so se rispecchiasse qualche credenza particolare dell'autore. Ma era uno spunto notevole. Come lo è in Elric di Melniboné: l'albino ha a che fare con delle divinità da prendere... con le pinze.

sauron era un bravo artigiano ha detto...

@bruno: Grazie per gli esempi che citi. Elric è un caso un po' a parte e in effetti è anche uno dei pochi casi in cui le divinità riescono a diventare veri e propri personaggi della storia senza perdere la loro natura divina. Di solito le divinità o evitano di interferire eccessivamente o vengono davvero banalizzate (il belgariad e simili). In elric è davvero il protagonista che arriva a essere sovrumano invece di abbassare gli dei al suo livello.